Nei Dintorni

Porto Recanati – Chiesa di San Giovanni Battista

Progettata dall’architetto Luigi Paglialunga di Fermo, la chiesa era originariamente costruita secondo i dettami dello stile neoclassico (fine del XVIII secolo) con pianta ottagonale.Nel corso degli anni si resero necessari interventi di consolidamento alla struttura evidenti nella costruzione dei quattro grandi pilastri centrali, non compresi nel disegno originario, a sostegno del tetto. Attualmente l’interno mostra caratteri squisitamente barocchi; la chiesa custodisce opere d’arte, tra le quali una pala di Cesare Peruzzi (1894-1995) raffigurante San Giovanni Battista, patrono della città. La chiesa ha ereditato il titolo e le funzioni della primitiva chiesetta di San Giovanni Battista, ubicata all’interno della corte del Castello Svevo.Tra le opere più significative vi è una Pala del Peruzzi, raffigurante San Giovanni Battista, Patrono di Porto Recanati; l’antico quadro della Madonna del Soccorso, ospitato nella Cappella del Castello Svevo fino al 1829, anno che segna la demolizione di quest’ultima; quattrordici sculture lignee, che rappresentano le stazioni della via crucis.
Chiesa San Giovanni Battista - Porto Recanati (MC)

Porto Recanati – Chiesa del Suffragio

Lungo il Corso Matteotti si erge la Chiesa del Suffragio, edificio in stile barocco contraddistinto da alterne vicende: dapprima chiuso e abbandonato, poi adibito a deposito per cereali e successivamente, nel 1713, riconsacrato e dedicato alla celebrazione delle messe di suffragio ai defunti. All’interno sull’altare vi è un’antica tela raffigurante la Vergine Addolorata nella gloria, seduta su una nuvola con il cuore trafitto da sette spade: le fanno corona tre teste di angeli. Alla sua destra Sant’Andrea Apostolo, Patrono dei Pescatori che tiene nella mano sinistra la croce a X, simbolo del suo martirio e nella mano destra un cefalo o mugella. Alla sua sinistra San Francesco di Paola e al centro un Angelo che sostiene uno stemma con la scritta Charitas (motto dell’ordine dei Minimi fondato dal Santo). Sotto di lui un agnello con in bocca un bastone con il quale il Santo operò numerosi prodigi. A fianco dell’agnello le Anime del Purgatorio, in mezzo le fiamme, tendono le braccia verso la Vergine per essere liberate dai loro tormenti. L’altare ligneo in leggio, la croce astile, le due colonnine per le lampade, le due edicole del sacro Cuore e San Giuseppe, le due pale sulle pareti laterali con le statue di S. Antonio e S. Ritasono sono opere del Maestro d’arte Raffaele Muzi, mentre i dipinti del sacro Cuore, di San Giuseppe e di Padre Pio del pittore anconitano Antonio Di Pietro. All’esterno il portone bronzeo è stato realizzato dall’artista Cecco Bonanotte.

Porto Recanati – Il Castello Svevo

Situato nella piazza di Porto Recanati il castello di origini Medievali prende il suo nome da Federico II re di Svevia che nel 1229 donò le terre sulle quali sorge il comune di Recanati. Fu edificato nel XIII secolo con la funzione di proteggere la costa recanatese dalle incursioni dei Pirati ed in particolar modo dei Turchi. Attorno al castello si sviluppò il primo nucleo cittadino, l’interno delle sue mura divenne quindi lo spazio nel quale avevano luogo le interazioni quotidiane della popolazione locale. La torre principale in origine a pianta quadrangolare, oggi a pianta ottagonale, venne eretta prima dell’intera fortificazione mentre la seconda torre venne costruita intorno al 1400. Su tutta la cinta muraria è visibile un camminamento di rondautilizzato per la guardia e la protezione dall’alto. Attualmente l’ampio cortile ospita l’arena “B. Gigli” intitolata al celebre tenore recanatese che, durante la stagione estiva diviene palcoscenico di un ampio carnet di eventi culturali. Al primo piano del Castello è possibile visitare la Pinacoteca Comunale che ospita opere collezionate dall’illustre concittadino Attilio Moroni (1909 – 1986) storico rettore dell’Università degli studi diMacerata, giurista e appassionato d’arte; la sala di ingresso è invece dedicata al pittore portorecanatese Biagio Biagetti (1877 – 1948).

Porto Recanati – Abbazia di Santa Maria in Potenza

L’Abbazia di Santa Maria in Potenza sorge sulla zona sud del territorio portorecanatese ed è una delle chiese locali più ricche di storia. La chiesa dell’abbazia si presenta come un massiccio e disadorno edificio, dotato a levante di un avancorpo semicircolare culminante in una serie di colonnine e archetti, elementi tipici dello stile romanico. Sul lato nord della chiesa è rimasto un locale molto ampio, oggi adibito a magazzino, che doveva essere l’antico refettorio dei monaci. L’abbazia fu fondata dai monaci Crociferi nell’XI secolo. Questi monaci praticavano opere di accoglienza gratuita dei malati ospitando i pellegrini e i viandanti. Essi, inoltre, risistemavano le strade e costruivano i ponti per facilitare l’accesso alla loro abbazia. Nel 1656 l’opera dei Crociferi cessò a causa della fine del loro ordine, decretata da una bolla di Alessandro II, divenendo l’abbazia. Negli anni seguenti l’abbazia divenne, per disposizione dei Sommi Pontefici, proprietà di diversi prelati ecclesiastici e i suoi terreni, un tempo fecondi, si trasformarono in zone paludose e malariche. Nel 1794 l’abbazia venne concessa da Pio VI ai monaci Cistercensi, i quali la riportarono al precedente splendore e ricostruirono la chiesa ex novo. Dopo pochi anni, però, l’abbazia venne sequestrata da Napoleone, che la diede in dono a sua sorella Paolina, maritata al principe Borghese. Ella non se ne occupò mai e dopo la sua morte divenne proprietà della famiglia del marito. Successivamente fu acquistata dagli attuali proprietari che la restaurarono completamente e, nel 1946, fecero costruire una chiesetta all’interno della cripta sottostante al presbiterio della chiesa primitiva. L’altare venne ornato da un trittico, opera del pittore prof. Cesare Peruzzi, nel quale sono raffigurati la Madonna, alla quale l’abbazia da sempre è dedicata, San Bernardo, fondatore dei Cistercensi, e Sant’Antonio Abate, patrono di queste campagne.

Porto Recanati – Area Archeologica di “Potentia”

Pochi chilometri separano l’attuale centro abitato di Porto Recanati dal suo passato, dalle sue origini. Percorrendo la SS 16 Adriatica in direzione sud si scorge, infatti, un sito archeologico riportato alla luce a partire dagli anni ottanta. Gli studiosi conoscevano da tempo l’esistenza dell’antica colonia romana di Potentia, fondata nel 184 a.C. dai triumviri Quinto Fabio Labeone, Marco Fulvio Flacco e Quinto Fulvio Nobiliore, così come attestano le fonti scritte, in particolare Tito Livio. Nel 174 a.C. il censore Flacco avviò, con il denaro della comunità, un programma di opere pubbliche che vide anche la realizzazione del portico intorno al foro, del tempio di Giove, della cinta muraria. Nel 56 a.C. la città venne sconvolta da un violentissimo terremoto e perciò, nei decenni successivi, si iniziò l’opera di ricostruzione. In questa occasione venne edificata la Domus, arricchita da una serie di pavimenti musivi a motivi geometrici in bianco e nero e pareti affrescate. Nello stesso periodo, i portici intorno al foro e le taberne subirono un primo grande intervento di ristrutturazione. A nord fu ricostruito il mercato con pavimentazione in cotto a spina di pesce, pozzo centrale e l’aggiunta dei portici sui lati est e nord. Nel periodo giulio-claudio la città si espanse oltre l’area precedentemente occupata: al limite est della tessitura urbana venne edificato un impianto in parte abitativo e in parte destinato ad attività produttive. Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente e le successive invasioni barbariche, la città imboccò la strada dell’inevitabile decadenza. Nell’immediato dopoguerra l’aerofoto grammetria effettuata dalla R.a.f. britannica ha svelato il presunto perimetro murario dell’antica colonia, ma solo 40 anni dopo – durante alcuni lavori di potenziamento della rete idrica portorecanatese – riemergono i primi resti e si da il via agli scavi che proseguono tuttora.

Porto Recanati – La Pinacoteca A. Moroni

La Pinacoteca comunale ‘A. Moroni’ di Porto Recanati nasce grazie al collezionismo privato. Infatti, è stata istituita dal Comune di Porto Recanati in seguito alla donazione del Prof. Attilio Moroni, Rettore per molti anni dell’Università degli Studi di Macerata e collezionista di opere d’arte. Egli raccolse moltissime opere appartenenti al Cinquecento e al Seicento e, in particolare, dipinti italiani e stranieri dell’Ottocento e del primo Novecento, dando luogo a una delle più importanti raccolte di arte moderna della Regione. La Pinacoteca è ospitata nelle sale superiori del Castello Svevo ed è articolata in sette sale, la prima delle quali è stata dedicata al pittore portorecanatese Biagio Biagetti, esponente di rilievo dell’arte sacra del Novecento, nonché membro della Pontificia Accademia dei Virtuosi del Pantheon e direttore della Pinacoteca Vaticana. In una delle sale adiacenti sono esposte preziose tele del XVI e XVII secolo, tra le quali è d’obbligo citarne alcune molto suggestive, come quelle attribuite a Carlo Maratta, Luca Giordano, Rosso Fiorentino e allo Spagnoletto. Nell’androne sono presenti disegni e dipinti, tra i quali spiccano quelli di Adolfo De Carolis, Domenico Morelli, Felice Casorati e Remo Brindisi. Le altre sale ospitano dipinti appartenenti alle più importanti scuole pittoriche dell’Ottocento italiano, quali la Scuola Toscana, la Scuola Romana, la Scuola Veneta, la Scuola Napoletana e la Scuola Settentrionale. Da segnalare in particolare tra queste i dipinti di Irolli, De Pisis, Signorini, Mancini, De Nittis, Soffici, Postiglione. Inoltre, le sale in questione sono impreziosite da sculture, ceramiche ed alcuni vasi antichi. Pinacoteca comunale “A. Moroni” – C/o Castello Svevo – Piazza Brancondi – Porto Recanati – Tel. 0717591283 Seguici su Facebook…

Loreto – Santa Casa

“La Santa Casa di Loreto è il primo Santuario di portata internazionale dedicato alla Vergine e vero cuore mariano della cristianità” (Giovanni Paolo lI). Il Santuario di Loreto conserva infatti, secondo un’antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, la casa nazaretana della Madonna.Secondo la tradizione, nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate “per ministero angelico”, prima in Illiria (a Tersatto, nell’odierna Croazia) e poi nel territorio di Loreto (10 dicembre 1294). Oggi, in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologici a Nazaret e nel sottosuolo della Santa Casa (1962-65) e a studi filologici e iconografici, si va sempre più confermando l’ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull’Epiro.

Recanati – Palazzo Leopardi

Il palazzo Leopardi di Recanati si affaccia sulla piazzuola che prese nome da una famosa lirica di Giacomo, “Il sabato del villaggio”.La biblioteca accoglie più di 20.000 volumi, di cui la maggior parte ivi raccolti ed ordinati da Monaldo Leopardi padre di Giacomo.
L’attuale percorso della biblioteca non rispecchia in pieno la sistemazione iniziale, ma è stato dettato dalla necessità di adeguarsi alle vigenti norme di sicurezza. La collocazione dei volumi e dei ricordi è tuttavia rimasta inalterata dal tempo della sua costituzione, come attestano le schede della catalogazione compilate da Monaldo e dai suoi figli. Alla biblioteca si accede ora attraverso alcune stanze dove in tempi recenti furono e vengono tuttora collocati saggi di critica leopardiana, oltre ad edizioni e traduzioni delle opere di Giacomo.

Parco Regionale del Monte Conero

Un’oasi ambientale nata attorno al Monte Conero: 572 metri di macchia mediterannea a picco sul mare.

Istituito nel 1987, il Parco è un’area protetta in cui è possibile passeggiare nei 18 sentieri che si snodano fra i boschi, da soli o accompagnati da guide esperte (Forestalp e Franca Silvia Di Cicco), osservare il transito di uccelli migratori come il falco pellegrino e i rapaci notturni, visitare preziose testimonianze storico-artistiche, come la Torre di Guardia e la chiesetta romanica di Santa Maria nella baia di Portonovo.

Offagna – Feste medievali

Offagna, tipico borgo medioevale, incastonato come un gioiello fra le verdi colline marchigiane ed il riflesso blu del mare della vicina riviera del Conero, erge maestosa la sua rocca posta come una sorta di sentinella. Un Comune che ha alle sue spalle una storia pluricentenaria che deve il suo nome alla nobile famiglia di epoca romana degli Afrani. La rievocazione storica denominata “Contesa della Crescia” dagli offagnesi, trae le sue origini da quanto recita l’appendice degli statuti Osimani e dagli Statuti di Offagna. Universis et singulis nostri Comitatus Vicariis Prioribus et Defensoribus salutem et nostrarum obediantiam mandatorum. Vi Mandiamo un ordine fatto dal nro Magnifico Consiglio a di 29 di Giugno 1485 il quale a pena del nostro arbitrio volemo ch’il facciate bannir et notificare alli huomini Delli nostri Castelli et osservare a perpetua memoria farretilo scrivere nelli vostri statuti ex nostro Palatio die quarta mensis julii millesimo quatragesimo axtuagessimo quinto. Il Magnifico et General Consiglio dil autorità et Balia dell’inclita Città d’Ancona absolutamente et solennemente ha ordinato et reformato ch’ogn’anno almeno una volta ciascuno castello d’il suo Contà infrascritto nel di di la festa principale del luogo faccia trarre al versaglio co le balestre un premio et prezzo secondo qui di sotto è determinato accio che più honorata faccia la sua festa detta exsercitando si faccian detti balestrieri et così fu ordinato non obstante alcuna cosa in contrario. Sirolo, Cammorano, Offagna, Varano, Polverisi, Gugliano, Monte Santo Vito, Castel di Milo, Prezzo d’un ducato d’oro. L.Cancellarius

Mia Clubbing - Porto Recanati

Nasce una nuova dimensione del divertimento, una location completamente rinnovata in ogni suo ambiente e pronta a proporsi sul mercato con un concetto molto diverso e sicuramente innovativo per il mondo della notte. Tutto Nuovo il Mia Clubbing, a Porto Recanati, (ex Lola), oggi di proprietà della Famiglia Guazzotti . È stato creato un nuovo Team, i più grandi professionisti della notte uniti ad un gruppo imprenditoriale di successo, un unico progetto, per offrire un prodotto divertente ed innovativo. Risorse umane, idee e grandi investimenti, prende cosi forma il Mia Clubbing, sicuro protagonista della prossima stagione autunnale, Locale considerato già dagl’addetti ai lavori come unico in Italia. Il Progetto nasce dalla voglia della Nuova Proprietà di miscelare in un solo design quanto di più bello ci sia in giro per il mondo. Da qui la messa in opera di un progetto ispirato dai Designer ed Architetti che hanno creato il Cavalli Club e Armani Privèe Dubai ed Amnesia Ibiza. Lo stile Mia Clubbing racchiuderà tutto il meglio del meglio di questi Locali Internazionali. è stato scelto il top in fatto di tecnologia ed effetti speciali. C’è grande attesa da parte del pubblico per scoprire questa nuova struttura che promette di essere unica nel suo genere e sorprendente in ogni suo ambiente. Suoni, Luci e Colori all’avanguardia. Ancora più innovativo è il Mia Show Restaurant con il nuovo format Cena Spettacolo, ispirato ai migliori locali di Miami.

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